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Orchestre National de Montpellier
Gustav Mahler: Symphony no. 6
2009   November  6, 7, 9

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L'Herault du jour
10.11.2009

 

Midi libre
10.11.2009

 

La Gazette
12. – 18.11.2009

 

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Audutorium "Arturo Toscanini" with Orchestra Sinfonica Nazionale Della RAI
Ludwig van Beethoven: Egmont op. 84
2009   October  15, 16

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Wanderer's Blog
10/2009

Stefan Anton Reck e K.M. Brandauer inaugurano la Stagione della OSN Rai

By Roberto Mastrosimone

Stefan Anton Reck

Credo che sia al suo debutto con la OSN Rai, Stefan Anton Reck: un debutto con gli onori della inaugurazione di stagione. Il pubblico torinese lo conosce: ha ancora nella mente un bel Tristano al Regio due anni fa. 49 anni, di Baden Baden, ha studiato musica a Berlino; nel 1985 ha vinto il Primo Concorso Internazionale “Toscanini” e poco dopo il primo premio al Concorso “Marinuzzi”. La sua carriera parte proprio dall’Italia: dopo una master class di tre anni a Tanglewood con Ozawa e Bernstein, dal 1990 al 1994 è direttore dell’Orchestra Sinfonica di San Remo, poi per 4 anni dell’Orchestra del Lazio a Roma, quindi direttore fino al 2002 del Teatro Massimo di Palermo. Dal 1997 al 2000 è assistente di Claudio Abbado e mi pare che tale esperienza lo abbia particolarmente “segnato”, cioè ho ravvisato in lui alcune peculiarità riscontrabili in gran parte di coloro che hanno collaborato col grande Direttore milanese. Reck nel concerto di ieri sera (in replica oggi) ha dimostrato di saper equilibrare perfettamente i piani sonori dell’orchestra e, soprattutto nella Sinfonia op.55 di Beethoven, di evidenziare ad es. alcuni interventi dei fiati, che generalmente sfuggono in altre performance. Sono caratteristiche dello stile abbadiano di dirigere ed è comprensibile che il contatto con un grande lasci impronte indelebili in chi, come Reck, ha la capacità di assimilarle e farle proprie.

Stefan Anton Reck

Un programma interamente dedicato a Ludwig van Beethoven: l’integrale delle musiche di scena per Egmont e la Terza Sinfonia op.55. Volendo far le cose in grande si è chiamato a recitar i parlati un grandissimo attore, Klaus Maria Brandauer, che ha finito con l’essere la principale attrattiva della serata.

Klaus Maria Brandauer

Il grande attore ha rielaborato l’adattamento che Grillparzer aveva curato per l’esecuzione delle parti parlate dell’Egmont e le ha recitate, benissimo, nella ligua originale. La Rai, credo su indicazione di Brandauer, ha creato un’atmosfera adeguata ricorrendo alle luci. Peccato che però almeno un terzo degli spettatori rimanessero nella quasi oscurità e fossero impediti a seguire i testi che l’ottimo programma di sala riportava anche in traduzione: temo che non abbiano capito nulla. I due lieder erano affidati alla voce della brava e bella Bernarda Bobro

Bernarda Bobro

Orchestra in piena forma e in ottima sintonia col direttore che mi piacerebbe veder tornare spesso, anzi lo vedrei benissimo come primo direttore ospite: l’Orchestra ne è ancora priva e ne ha un gran bisogno, Reck ha un curriculum in larga parte italiano, mi pare che al primo incontro i risultati siano eccellenti ... Insomma ci sono tutti i presupposti per un lavoro fecondo e gratificante.

 

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Opera Bilbao with the Basler Kammerorchester
Richard Strauss, Ariadne auf Naxos
2008   October  18, 21, 24, 27

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diariovasco.com
26.10.2008

La helvética Kammerorchester Basel, debutante en el foso de Abao, presento un Strauss de gran belleza, dejando brillar los gui?os que el compositor austriaco hace a Wagner y a Schubert, a lo que contribuyó una batuta muy poderosa como es la de Stefan Anton Reck.

Espectaculos_Musica– Espectaculos – ABC.es
20.10.2008

Musicalmente, la función se movió por parámetros de excelencia con una dirección musical de Stefan Anton Reck, que cuidó el matiz y que pulió cada pasaje con edecuación formal al frente de la que es una de las mejores orquestas de cámara de Europa, la de Basilea.

Begira
20.10.2008

En cuanto a la música, debe calificarse en primer lugar la realmente straussiana dirección de Stefan Anton Reck.

Seen and Heard International Opera Reviews
18.10.2008
The musical direction was in the hands of Stefan Anton Reck, who conducted a wonderful Freischütz here in 2001. His interpretation was very good, and well up to the standard of the aforementioned Weber and I am glad to have heard this conductor’s work again.

 

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Teatro  Giuseppe Verdi di Trieste
Gustav Mahler, Symphonie Nr. 9
2008 September 11, 12, 13

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Il Gazzettino
15 settembre 2008

Con il maestro Reck sul podio, l’orchestra non ha difficoltà nel mantenere integrali la compattezza e insolubilità narrativa della mastodontica architettura, in cui ogni assolo è reso con un’ispirata precisione.

Il Piccolo
14 settembre 2008

E’assodato che i musicisti del Verdi sanno superarsi fino ai salti mortali quando chi li dirige lo merita. Tale è Stefan Anton Reck, un feeling intrecciato da un decennio per la sua disponibilità e sensibilità. Anche in questa sua “Nona” Reck non ha badato ad isolare i tracciati, preferendo assecondarne il flusso, inseguire l’emozione dei significati dietro le note. Il suo è stato un Mahler communicativo.
Il pubblico ne ha colto l’ intima disperazione ed ha giustamente aspettato molto prima di prorompere nel meritato, fitto e prolungato consenso.

 

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Semperoper Dresden
Gaetano Donizetti, Lucia di Lammermoor
(concert performance)
2008   April 27   May 1, 5

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Dresdner Neueste Nachrichten
29. 4. 2008

Der schönste Wahnsinn!

Zu den bejubelten und gefeierten Gästen kommen der von Christof Bauer vorbereitete, prächtig und mit großer Lust singende Chor und in besonderer Weise die Sächsische Staatskapelle, die diesem oftmals unterschätzten Stück unter der Leitung von Stefan Anton Reck die besondere Würde ihres Klanges gibt. Genuss der Extraklasse bereitete das Spiel der Soloflötistin Rozalia Szabo, die es vermochte, in den berühmten 15 Minuten der Wahnsinnsszene mitfühlende Töne des Echos auf die der Seelennöte eines Menschen zu spielen.

Sächsische Zeitung
29. 4. 2008

Den ganzen Apparat motiviert

Stehend applaudierte das Publikum dem Solistenseptett, dem von Christof Bauer einstudierten Staatsopernchor, der Sächsischen Staatskapelle, Stefan Anton Reck am Dirigentenpult. Unter Recks forderndem Dirigat hat „Oper konzertant“ einen Vorteil ausgespielt : Musik in allen Tiefen und Effekten auf die Bühne zu holen.

 

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Hamburgische Staatsoper
Vincenzo Bellini, Norma
(concert performance)
2007   May 29   June 5, 10, 15

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Lübecker Nachrichten
31. Mai 2007

 

Großen Anteil an der herausragenden Qualität der Aufführung hatte Dirigent Stefan Anton Reck, der mit dem Dirigat der Hamburger Philharmonie sein Debüt an der Staatsoper Hamburg gab. Der Schüler von Claudio Abbado ist ein Sänger-Dirigent und leitet sowohl die Gruberova wie auch das gesamte Sängerensemble sicher durch die Oper.

Stader Tageblatt
31. Mai 2007

Dass auch ein Deutscher eine typische italienische Oper zum Klingen bringen kann, zeigte Stefan Anton Reck mit den gut aufgelegten Philharmonikern.

 

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Teatro Giuseppe Verdi di Trieste
Gustav Mahler, Symphonie Nr. 6
2007   September 15, 16, 17

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Il Gazzettino
17 settembre 2006

Di fronte al mastodontico organico previsto da Gustav Mahler per la sua Sinfonia n.6 detta “Tragica”, il gesto di Reck é tanto rassicurante, saldo, sotto ogni punto di vista inequivocabile, quanto la sue lettura analitica e ponderata. Un esecuzione entusiasmante.

Il Piccolo
17 settembre 2006

Vivissimi applausi al Teatro Verdi per Stefan Anton Reck

La serata inaugurale della stagione al Verdi ha visto una notevole affluenza di pubblico e si è conclusa fra caldi ed incondizionati applausi. Uscito con onore dal « Ring » e da « Ariadne auf Naxos”, Stefan Anton Reck promise che avrebbe fatto l’impossibile per liberarsi una settimana e tornare a Trieste per un concerto. E stato di parola e con la « Tragica » di Mahler ha operato una scelta temeraria, di forte impatto.
Eccellente la risposta della compagine, per spessore, varieta di timbri, ma anche per il rimarchevole calore della partecipazione, in questo contagiata dal podio dove Reck certo non si risparmia dando tutto se stesso.
Fitto e spontaneo l’applauso scrosciato alla fine.

Messaggero Veneto
16 Settembre 2006

Un grande direttore Stefan Anton Reck e un programma imponente sono gli ingredenti del concerto inaugurale.

E un gradito ritorno a Pordenone quelio del direttore Stefan Anton Reck gia vincitore dei prestigiosi concorsi Toscanini e Marinuzzi, assistente e collaboratore di Claudio Abbado, è un autentico specialista del repertorio tardoromantico tedesco, del Novecento europeo, fino si contemporanei. Ha in repertorio, fra l’altro, la tetralogia wagneriana, ma è molto richiesto, sia come direttore del repertorio lirico sia coma interprete di quello sinfonico, dal più importanti teatri nel mondo.

 

Edinburgh International Festival
Royal Scottish National Orchestra
Gustav Mahler, Das Lied von der Erde
2006   August 15

The Scotsman
August 16, 2006

Edinburgh, Usher Hall
outstanding

This performance by the Royal Scottish National Orchestra under conductor Stefan Anton Reck was beautifully paced, alternating between shimmering exuberance and exquisite moments of stillness.

The Herald
August 16, 2006

 

The charismatic German conductor Stefan Anton Reck possessed a keen ear for Mahler’s sound world, the softer and more poignantly piercing the better. … What we had here was real feeling for timbre and nuance, and the Royal Scottish National Orchestra, particularly its wood wind, was with him all the way.

 

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new production, first european performance
Semperoper Dresden
Jake Heggie, Dead Man Walking
2006   May 7, 9, 12, 14, 20, 24   July 2

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Die Welt
9. 5. 2006

Dresden hat aber auch am Pult der so schön wie präzise klingenden Staatskappelle in Stefan Anton Reck einen wirkungsvollen Klanggestalter.

Dresdner Neueste Nachrichten
9. 5. 2006

Der Dirigent Stefan Anton Reck bringt nicht nur reiche Erfahrung im Umgang mit Opern an vielen großen Häusern mit, sondern hat auch sensibles Gespür für die enorme Kraft, zu der Heggie fähig ist. Seine Führung war genau, sein Sinn für klangliche Balance ausgeprägt.

Sächsische Zeitung
9. 5. 2006

 

Jake Heggies Oper „Dead Man Walking“ feiert in Dresden eine überwältigende europäische Erstaufführung. Stefan Anton Reck atmet mit der Staatskappelle den grossen dramatischen Bogen über drei packende Stunden. Detailfreudig, transparent und zur grossen Geste fähig, führt er die im stilistisch ungewohnten Terrain ebenso engagiert wie überzeugend agierenden Musiker.

 

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new production
New National Theatre Tokyo, Tokyo Philharmonic Orchestra
Richard Wagner, Die Meistersinger von Nürnberg
2005   September 14, 17, 20, 23, 26, 29   October 2

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Die Opernwelt
November 2005

Als Novum darf wohl auch die mehr oder weniger mutwillig angestrebte Koinzidenz gelten, in Tokio zeitgleich zwei verschiedene „Meistersinger“-Produktionen anzubieten: Neben den drei Aufführungen der Bayerischen Staatsoper unter Zubin Mehta in der Kanagawa Kenmin Hall zu Yokohama (2600 Plätze) und der 3600 Zuschauer fassenden NHK-Hall in Tokio standen Sachs, Beckmesser, Fräulein Pogner & Co. auch in dem seit 1997 bespielten Neuen Nationaltheater auf dem Programm, das sich - in der Regie seines aus Wien angeheuerten Opernchefs Thomas Novohradsky - langsam aber sicher zu einer ernsthaften Konkurrenz für den hochpreisigen Gastspielbetrieb (die Spitzentarife liegen bei 500 Euro pro Karte) entwickelt. Und das keineswegs nur, weil man dank öffentlicher Subventionen die Tickets deutlich günstiger anbieten kann. Man hat in dem mondänen Komplex am Rande der City-Ringbahn auch qualitativ aufgeholt. Musikalisch jedenfalls schlugen die „Meistersinger“ des Nationaltheaters unter der Stabführung Stefan Anton Recks manche Funken, die man bei dem soliden, doch mitunter recht breit und pauschal klingenden Dirigat von Staatsopern-GMD Mehta vermisste: feingliedrige Transparenz, schlanker Klang, flexible Dynamik und eine Prügelfuge, die endlich einmal nicht im Ungefähren lärmte, sondern präzise synchronisiert war.

Zudem profitierten die Aufführungen von einer taufrisch agierenden Solistencrew: Stellvertretend genannt seien Anja Harteros (Eva), Martin Gantner (Beckmesser) und Hans Tschammer (Pogner). Die eigentliche Überraschung aber war die Professionalität der einheimischen Choristen und Vokalkräfte (vorweg der verblüffend klar konturierte David Yoshida Hiroyukis) sowie des brillant disponierenden Tokyo Philharmonic Orchestra, eines von zwei Orchestern, die regelmäßig für das Neue Nationaltheater gebucht werden.

Münchner Merkur
1.10.2005

Das Tokyo Philharmonic Orchestra hat sich mit Stefan Anton Reck tief in die Partitur hineingedacht. Weich, schmiegsam, sehr elegant zieht schon das Vorspiel vorüber. Und auch in den folgenden Stunden wird vorgeführt, wie wendig und frisch, wie filigran und intim Wagner klingen kann. Kein Takt verstreicht in Routine. Reck formt immer wieder spannungsvolle Übergänge und kantable Phrasen, lässt auf der Festwiese auch kraftvolles, jedoch nie kraftmeierndes Pathos zu. Geradezu verblüffend die Präzision von Orchester und Chor - in dieser Güte ist Letzteres nur auf Bayreuths Grünem Hügel zu erleben.

entire review:
http://www.merkur-online.de/nachrichten/kultur/kunstakt/art282,438292.html

 

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Festspielhaus Baden-Baden, Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz
Vincenzo Bellini, Norma
(concert performance)
2005   October 15

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Badisches Tageblatt
17.10.2005

Funkelnde Emotionen

"Wir alten eingefleischten Wagnerianer sind doch die dankbarsten Bellini- und Rossini-Hörer", schrieb Friedrich Nietzsche in einem nachgelassenen Fragment. Und dass Bellinis im Jahre 1833 in Wien uraufgeführte Oper "Norma" bis hin zu Wagners "Rienzi" markante Einflüsse hinterlassen hat, verdeutlichte der impulsive Dirigent Stefan Anton Reck mit der Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz im gut besuchten Festspielhaus Baden-Baden vor allem hinsichtlich der weiträumigen Bläserakkorde. Bellinis melodische Einfallsgabe und seine Wärme der Empfindung kamen dabei jedoch keineswegs zu kurz - und die dramatischen Chorsätze zeigten mit dem Vokalensemble Rastatt eindringliche Präsenz. ...

Stefan Anton Reck legte bei seiner Wiedergabe großen Wert auf dynamische Kontraste. ... Dramatische Leidenschaft kam in die musikalische Darstellung, als Pollione seine Zuneigung zu Adalgisa entdeckt, ... Reck entfachte hier ein loderndes Brio-Feuer, das der Qualität seiner Interpretation im Laufe des Abends immer mehr zugute kam. ...

Gemeinsam mit Pollione besteigt Norma zuletzt symbolisch den Scheiterhaufen, wobei Stefan Anton Reck die harmonischen und thematischen Querverbindungen des Werkes mit musikalischer Weitsicht offenlegte. Musik, Stimme und Gefühlsausdruck wirkten dabei ganz zusammen.

Ovationen belohnten diese beeindruckend geschlossene Wiedergabe.

 

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new production
Gran Teatro la Fenice, Venezia
Richard Strauss, Daphne
2005   June 9, 12, 15, 18, 21

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La Reppublica
13. Giugno 2005

Tiene bene in pugno, con lucidità e forza espressiva, tutta la macchina musicale Stefan Anton Reck.

Il Giornale della Musica
13. Giugno 2005

Stefan Anton Reck ha tracciato una esecuzione di impressionante tensione speculativa, esaltando il retroterra storico della tradizione tardo-romantica e mirando nel contempo a un raffreddamento novecentesco della materia sonora, senza rinunciare agli appelli cantabili e alle drammatiche tensioni in cui il discorso musicale si configura come una maestosa cosmogonia fonica. Pubblico festoso ed entusiasta.

Il Giornale di Vicenza
11. Giugno 2005

Dal podio, Stefan Anton Reck percorre con instancabile attenzione la complessa trama della scrittura straussiana, delineando le atmosfere timbriche con la lucida precisione dei disegni “Art-nouveau” straussiani, e non lesinando in “poso” e densita quando la vicenda evolve verso le sue regioni più oscure, psicologicamente, e wagneriane, musicalmente.

Il Gazzettino
11. Giugno 2005

Dirige con prestigio, precisione technica e chiarezza cameristica Stefan Anton Reck, puntualmente seguito dall’orchestra e dal coro.

OperaClick
13. Giugno 2005

Benissimo l’aspetto musicale.
Stefan Anton Reck concerta con mano sicura e convincente, assecondato da un Orchestra in ottima serata. La sua lettura estetizzante, ma mai stucchevole, è del tutto appropriata allo spirito dell’opera, che Reck ci è parso avere colto appieno.

Il Piccolo
13. Giugno 2005

L’orchestra – l’organico che Richard Strauss richiede è importante – risponde bene alle sollecitazioni di Stefan Anton Reck un maestro di grande esperienza straussiana che da poco abbiamo potuto ascoltare a Trieste nell’”Arianna a Nasso”.

L’Unità
19. Giugno 2005

Daphne, uno spettacolo che poteva contare sulla direzione sicura e intelligente di Stefan Anton Reck.

 

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Orchestre Philharmonique de Strasbourg
Alban Berg, Violinkonzert
Gustav Mahler, Symphonie Nr. 6
2005   April 28, 29

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Dernières Nouvelles d'Alsace
No. 101, 30 avril 2005

Stefan Anton Reck. Souveraine gouvernance. Grand Succes.

... sous la très imposante direction de Stefan Anton Reck.
L'affirmation positive peut masquer le désespoir - c'est l'impression forte que donna l'interprétation du chef allemand maître souverain d'un orchestre au grand complet (plus de cent musiciens) et qui prit du plaisir à réagir à ses injonctions. Grand succes

Anaclase
April 29, 2005

Une lecture flamboyante d’une inestimable fidélité

Alban Berg, Concerto à la mémoire d’un ange

À la tête de l'Orchestre Philharmonique de Strasbourg, Stefan Anton Reck s'évertuait à la clarté sans dédramatiser le propos, de sorte qu'on eut le plaisir de goûter une interprétation tant précise et fidèle que sensible et très haut portée. Dès l'Andante, l'équilibre assez idéal des pupitres, pour une sonorité orchestrale d'une grande intelligibilité, entretenait une tension intériorisée et entretenue sans faiblir. Aux motifs parfois violents succédaient des traits plus lyriques que le chef, avec une belle discrétion, ne fit qu'à peine désigner. Sans excès de contraste et de dynamique, la profondeur de sa proposition se révèlera peu à peu … Ce concerto n'est certes pas une pièce facile, et de nombreuses exécutions nous ont déçus ; lorsque le violoniste possède un son généreux qui sait se faire entendre, que l'orchestre réuni de vraies compétences et que le chef a construit un travail extrêmement minutieux, tout en ne perdant pas de vue le propos, et connaît vraisemblablement bien l'œuvre de Berg en général, le résultat est exceptionnel.

Gustav Mahler, Symphonie n°6 en la mineur

Stefan Anton Reck s'est engagée dans une exécution d'une grande profondeur, dès le terrible Allegro energico dont il soulignait l'élan avec une tonicité presque effrayante. Sans accuser trop les contrastes, il en porte d'un souffle qui paraîtra inépuisable les péripéties tragiques, sachant faire exploser les forte sans qu'ils ne soient jamais tonitruants. Ce soir, c'est avec un chaos effrayant de précision et non avec une vague brume bruiteuse que nous avons rendez-vous!

Parfois, certains chefs relativisent les indications de Mahler ; portant, le compositeur avait un très grand métier de chef, et s'il a pris la peine de noter ses partitions, il paraîtra plus judicieux de faire confiance à son expérience et de respecter sa volonté au plus juste, même si l'on craint parfois ses excès ; ils sont ceux d'un créateur, et le chef n'a pas à les assumer. Aussi, il semble bien que Stefan Anton Reck l'ait compris : le résultat prend alors tout son relief, réussissant cet alliage extraordinaire entre l'œuvre d'un échevelé d'hier et l'énergie prodigieuse d'un échevelé d'aujourd'hui. Au service de cette inestimable fidélité, la formation strasbourgeoise offre des vents d'une efficacité brillante, et en particulier des cuivres comme aucun autre orchestre de nos régions peut s'en vanter.

Au déchaînement initial du Scherzo, le chef fait succéder une suave élégance qu'amènent les bois et les cordes, dans un raffinement notable. ... La couleur et le geste mahlériens habitent magnifiquement l'Andante, toujours d'une grande tenue évitant l'emphase, dans une pâte sonore généreuse. On retrouve le miracle des cuivres dans l'infernal Allegro moderato qui vient couronner une lecture flamboyante. On ne le dira jamais assez : un bon chef est celui qui sait non seulement chanter les phrases principales mais faire sonner le moindre détail sans nuire à la cohérence générale - Schönberg s'exprime plus clairement que moi sur le sujet, d'ailleurs - ; ce soir, ce n'était pas un petit maître...

www.anaclase.com/concert/articles/ops1.htm

 

 

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new production
Los Angeles Opera
Wolfgang Amadeus Mozart, Le Nozze di Figaro
2004   May 22, 26, 29   June 2, 5, 11, 13, 16, 19

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Press-Telegram
Friday, May 28, 2004

L.A. Opera comes up with a perfect ‘Marriage’

From the first few bars of the too-familiar ouverture, Maestro Stefan Anton Reck made it clear at Saturday’s performance that this was going to be an evening of balance and elegance. His Mozart is rich and elegant, never bombastic, never too emotional. It’s the perfect balance to a cast of youthful acting singers who created real personalities on stage while never neglecting the extraordinary music.
Maestro Reck gets from the L.A. Opera Orchestra a performance of sweet charm.

Daily Breeze
Monday, May 24, 2004

The conducting by Stefan Anton Reck celebrates the flowing nuances, contrasts and details of Mozart's effervescent score.

The Orange County Register
Wednesday, May 26, 2004

... A first-rate cast - as well as perky conductor Stefan Anton Reck - makes it all go. In the pit, Reck, the music director of Palermo's Teatro Massimo, led with exuberant motions and wild hair. If speed initially seemed to be his main interest, it soon became evident that he had a handle on the inner workings of the score, that he enjoyed interacting with his singers and that effervescence was also within his grasp. It was a good night for Mozart.

Los Angeles Times
Monday, May 24, 2004

... Conductor Stefan Anton Reck added to this effect by leading an essentially modern interpretation that took its cues, especially in tempo, from the early music movement.

Daily News
Wednesday, May 26, 2004

In the pit, Stefan Anton Reck, in his company debut, made a fine first impression, leading Mozart's effervescent score with ample enthusiasm and enough sensitivity to avoid overpowering the singers, which his broad gestures certainly suggested he might do.

Daily Variety - Los Angeles/
New York
Monday, May 24, 2004

In a company debut, conductor Stefan Anton Reck led a fleet, tidy performance, nicely balanced in the miraculous ensembles that are the heart of this one-of-a-kind opera.

Los Angeles City Beat
Thursday, June 3 - 9, 2004

A Fabulous ‘Figaro’
with an excellent cast and an inspired conductor Stefan Anton Reck.

 

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Teatro Regio di Torino
Wolfgang Amadeus Mozart, Le Nozze di Figaro
2004   February 24, 25, 26, 28, 29   March 2, 3, 5, 6, 7

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Avvenire, 27/02/2004

Torino, "Nozze di Figaro" quasi perfette

Ottima la direzione di Stefan Anton Reck

Notizie molto boune arrivano dal fronte musicale: adeguatissima al compito si è dimostrata la bacchetta di Stefan Anton Reck che sin dalla celebressima sinfonia è riuscito a trascinare l'orchestra del Regio con piglio brioso e divertito.

La Stampa, 25/02/2004

"Nozze" al Regio: così si fa per amore del pubblico

... La bacchetta di Stefan Anton Reck punge, scuote, sprona e piega in andamenti flessibili l'orchestra Regio ... i tempi sono giusti, e la vivacità della commedia non viene mai meno.

 

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CD
Teatro Massimo di Palermo
Alban Berg, Lulu
2001

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Gramophone, January 2004

An impressive Lulu which faces some very stiff competition

Judging by his credentials Stefan Anton Reck has the makings of a natural Bergian, and his conducting - attentive to detail and dramatic pacing - elicits an incisive response from the Palermo Orchestra.

Fono Forum, Juni 2003

(CD   Berg, Lulu)

Recks ausführlich-penible Probenarbeit zahlte sich aus: Das Klangbild ist luzide und akkurat, die Musik dennoch mit mediterraner Leidenschaft interpretiert, und wer "Lulu" schon immer für eine melosträchtige Oper hielt, wird in seiner Meinung bestätigt ... Die Sänger lassen sich von der Leidenschaft Recks und seiner Musiker anstecken.

 

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Orchestre National de Montpellier
Hector Berlioz, Symphonie fantastique
Franz Liszt, Piano Concerto no. 1
Carl Maria von Weber, Konzertstück in f minor, op. 79

2003  December 12, 13

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Midi libre, Montpellier,
14 décembre 2003

Chef et symphonie sont fantastiques

Oublions enregistrements historiques ou révolutionnaires, Gardiner en tête. Admettons ensuite que chaque musicien a sa part de génie dans l’édifice symphonique. Mais tout de même, Stefan Anton Reck, quel chef!
Chaque mesure est une découverte, et pour le National de Montpellier, cette Symphonie fantastique est une aventure. Pourtant, ce n’est pas la première fois qu’il l’interprète. L’orchestre est inégal dans la première partie du concert, mais prépare une Symphonie fantastique qui sort des sentiers battus. Reck a obtenu les effets scandaleux que Berlioz demande, qui font que la mélodie sort du "bruit". Avec précision et passion il obtient une marée de cordes, jadis frileuses. Les violoncelles et altos donnent de la voix avec lyrisme, les violons chantent. La douceur des cuivres surprend autant que l’éclat de la Marche au supplice. Le Bal est frissonnant et foisonnant, et la Scène aux champs est d’une vivacité de couleurs incroyable.
La Nuit de sabbat est bien folle: cela frotte, hennit, ricane, et le Dies Irae est grandiose. Une version dont on rêve enfant ... et adulte.

La Gazette, 19 décembre 2003

Sous la direction du jeune chef allemand Stefan Anton Reck, l’Orchestre de Montpellier donne une superbe interprétation de cet "épisode de la vie d’un artiste". Direction équilibrée et précise, d’une remarquable articulation rythmique et dynamique. Le chef, en imposant des ruptures de climat très nettes, conserve quand même une grande souplesse dans les mouvements et une remarquable vision d’ensemble.

 

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Semperoper Dresden
Giuseppe Verdi, Aida
2004   March 14, 18, 21

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Sächsische Zeitung,
16. September 2003

"Aida" als Sängerfest

Seit Juni 2000 war Verdis große Oper "Aida", die im März 1998 Premiere hatte, in der Semperoper nicht mehr im Spielplan. Außer Kurt Rydl, der als klangvoller Bass schon in der Premiere dem Oberpriester Ramphis markant Profil gab, sind nun in allen Partien neue Darsteller zu erleben ... Der erstmals in Dresden wirkende Stefan Anton Reck erwies sich als versierter Dirigent und Stimmbegleiter.

 

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new production
Oper Leipzig
Carl Maria von Weber, Der Freischütz
2003   May 17, 23   June 1, 12, 15, 20, 22

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Opernwelt, Juli 2003

Ein Schützenfest mit immerhin einem Volltreffer: Denn wenigstens das, was Stefan Anton Reck an 'Nationalopern'-Hit-Schwung mit dem Gewandhausorchester bot, ließ keine Wünsche offen. Das wäre sicher auch aggressiver denkbar, brachte aber Chor-Furor, wo er hingehörte, düstere Streichermelancholie im Innehalten dunkler Ahnungen, eine sinnliche Romantik mit gleichwohl durchscheinendem Umbruchsrumoren und tieferer Bedeutung. Und alles im Miteinander mit dem im Ganzen ausgewogenen Sängerensemble und einem vorzüglich agierenden Chor.

Die Welt, 19. Mai 2003

... Bei wohl tönendem Chor und guten Solisten, vor allem dank eines zärtlich idiomatisierenden Gewandhausorchesters (Leitung: Stefan Anton Reck) wird der Abend ein Erfolg. ...

Leipziger Volkszeitung,
19. Mai 2003

Bei diesem "Freischütz" sitzt der Hauptdarsteller im Graben und heißt Gewandhausorchester. Das zeichnet sich schon in der Ouvertüre ab, in der Stefan Anton Reck mit ausufernden Gesten das Unser-schöner-deutscher-Wald-Klischee unterläuft. Aufregend klingt das, aufgeraut, drahtig - romantisch. Denn Romantik heißt ja nicht Plüsch, sondern Bedrohung, Geheimnis, Gespenstisches.
Der Jubel ist am Schluss (und in so ziemlich jeder Pause) entsprechend. Wie überhaupt die musikalische Seite der Produktion Triumphe feiert.

Neue Gesellschaft für Musikinformation - Orpheus,
19. Mai 2003

Stefan Anton Reck am Pult sorgt für ein ungemein plastisches Musizieren, beginnend mit der romantisch ausgemalten Ouvertüre, in der die tiefen Streicher mit herrlich sonorem Klang beglücken, fahle Einfärbungen und dumpfe Schläge der Kontrabässe eine gespenstische Stimmung evozieren und schließlich der Dankesjubel eines glücklichen Ausgangs ertönt.

Freie Presse,
20. Mai 2003

Stefan Anton Reck erzieht das Gewandhausorchester zu herben Tönen, das Pathos ist nicht aufgesetzt, sondern natürlich, weil es direkt aus der Partitur kommt. So warmblütig spielt es selten im Graben der Oper, so rau und lebendig intonieren die Streicher solche Frühromantik selten. Abgesehen von den kaum fehlgehenden Hörnern sind auch die anderen Bläser gut aufgelegt; nichts wirkt bräsig, nichts vernebelt. Das ist einmal eine Glanzleistung, die das Orchester zum eigentlichen Helden dieser Oper macht.

Der Tagesspiegel,
20. Mai 2003

Vor allem lässt der Dirigent Stefan Anton Reck mit dem exzellenten Chor und dem relativ klein besetzten Gewandhausorchester den warmen, romantischen Weber-Klang strömen und aufrauschen. Die fahlen und verstörenden Klänge des Unheimlichen gehen genauso unter die Haut wie der ungehemmte Jubel.

Sächsische Zeitung,
19. Mai 2003

Das Gewandhausorchester unter Stefan Anton Reck wurde ebenfalls verdient gefeiert. Die Pole zwischen Gespenstischem und fast beängstigender Ausgelassenheit wurden denkbar spannend ausmusiziert. Die Hörner brausten stürmisch, die Klarinette sang düster, die Solobratsche orgelte wahrlich teuflisch.

 

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Oper Köln, Fest der Stimmen
Recital with Vesselina Kasarova
2003  April 5

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Kölnische Rundschau,
7. April 2003

Das Orchester spielte in Hochform, und Reck gefiel als souveräner, die Details präzise herausarbeitender Dirigent. Überwältigender Beifall.

 

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new  production
Teatro Massimo di Palermo
Arthur Honegger, Jeanne d’Arc au bûcher
2003  January 21, 22, 23, 24, 25

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Opéra International 277,
mars 2003

Triomphe de la "Jeanne" de Honegger à Palerme

Le chef d'orchestre Stefan Anton Reck qui, au cours de son mandat de directeur musical, a su imposer "Lulu", "Erwartung", "La voix humaine", "Moses und Aron", a révélé une fois de plus sa familiarité avec les oeuvres du 20ème siècle, grâce à une lecture d'une rare précision, analytique et sévère, grave et solennelle, âpre et dure, dynamique et tendue. Sa "Jeanne" est plus expressionniste que sensuelle, plus fanatique que profondément convaincue.

 

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new production
Teatro Carlo Felice, Genova
Richard Strauss, Salome
2003  February 7, 9, 12, 14, 16

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l'opera, Marzo 2003

(Strauss, Salome)

 

Sullo stesso piano si colloca la direzione di Stefan Anton Reck. Solida, sicura, compatta, serrata, ossequiosa alla tradizione, teatrale, senza cedimenti dall'inizio alla fine. Sempre puntuale nel commento del testo sia che debba distendersi nel lirismo dei momenti più raccolti che abbandonarsi al ditirambico parossismo. Capace di fare suonare l'orchestra con rigore e precisione e di tenere in pugno un cast di buon rilievo.

 

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Teatro Massimo di Palermo
Victor Ullmann, Der Kaiser von Atlantis
Arnold Schönberg, A Survivor from Warsaw
2002

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Frankfurter Allgemeine Zeitung
Nr. 130, 8. 6. 2002

 

"La Memoria dell'Offesa. Dedicato alle vittime dell'Olocausto e di tutte le violenze" mit Viktor Ullmanns "Der Kaiser von Atlantis", Arnold Schönbergs "A Survivor from Warsaw" unter der Leitung von Stefan Anton Reck ... wieder eine Aufführung am Teatro Massimo, dessen Programme zum Interessantesten gehören, was Italiens Musikleben zu bieten hat ...

 

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new production
Teatro Massimo di Palermo
Arnold Schönberg, Moses und Aron
2002

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Frankfurter Allgemeine Zeitung
Nr. 114, 18. 5. 2002

"Moses und Aron", gewiß kein publikumsgefälliges Stück, hatte viertelstündigen Applaus: ein Sensationserfolg. Den darf zu einem Gutteil der Dirigent verbuchen. Stefan Anton Reck, seit 2000 Opernchef, hat davor drei Jahre als Assistent Abbados gearbeitet. Die Wahlverwandtschaft mit Abbado ist offenbar, die Nähe zu Gustav Mahler und der Wiener Schule. Zur sorgfältigen Probenarbeit (für Schönberg: vier Wochen, aber die Chöre wurden ein Jahr lang vorbereitet) kommt ein enthusiastisches Temperament und charismatisches Geschick der Selbstdarstellung. Das Orchester wuchs über sich hinaus, das Geflecht von Haupt- und Nebenstimmen war erstaunlich durchhörbar, deutschsprachige Protagonisten garantierten Textdeutlichkeit.

Süddeutsche Zeitung
Nr. 124, 1./2. Juni 2002

Reck hat in kurzer Zeit ... Erstaunliches vollbracht: Mit zwei Mahler-Symphonien und Schönbergs "Erwartung" bereitete er das Massimo-Orchester auf eine hochrespektable Produktion von Alban Bergs "Lulu" vor, die im vorigen Jahr auch als CD-Mitschnitt Aufsehen erregte. Damit war sozusagen das Fundament für "Moses und Aron" gelegt. Während aber die Klangsinnlichkeit und animalische Weltbezogenheit der "Lulu" vieles erleichtert, stellt Schönbergs vieldeutiges Fragment in seiner spröden Spiritualität Anforderungen, an denen schon ganz andere Bühnen gescheitert sind. Stefan Anton Reck ist in nur vierwöchiger Probenzeit zu einem Ergebnis gelangt, das stärker auf behutsame analytische Durchdringung der Zwölfton-Partitur setzt als auf die Hervorhebung ihrer rhetorischen Expressivität, das eher den lyrischen als den dramatischen Aspekt der Musik ausleuchtet und ihr das Verstörende zum Teil entzieht.

 

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CD
Teatro Massimo di Palermo
Alban Berg, Lulu
2001

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Frankfurter Allgemeine Zeitung
Nr. 261, 9. 11. 2001

... Es ist ein Vergnügen, hat die Aufführung doch sowohl in orchestraler als auch in vokaler Hinsicht hohes Niveau. Das gilt bereits für die Klangtechnik: Orchester und Singstimmen sind in geradezu idealer Balance, die Präsenz der Sänger - sie singen so textverständlich, daß man kaum ins beigelegte Libretto schauen muß - überdeckt nie die nicht weniger präsente Deutlichkeit und Durchhörbarkeit des Orchestersatzes, dessen thematische und motivische Strukturen dem Zwang der Reihentechnik zu spotten scheinen. Wie sehr sich Bergs Adaption des Schönbergschen Zwölftonverfahrens durch scheintonale Rückversicherungen legitimiert, wird hier geradezu ohrenfällig. Das ist natürlich in erster Linie das Verdienst des Dirigenten. Stefan Anton Reck gelingt es, den Klang transparent zu halten und dennoch dem dramatischen Impuls, dem hic et nunc der Aufführung, freien Raum zu schaffen. Wobei sich das Orchester aus Palermo als ein mit vorzüglichen Bläser-Solisten, aber auch mit warm und intensiv klingenden Streichern bestücktes Ensemble ausweist. Man spürt, daß Reck seinen Klangkörper mit Mahler-Konzertaufführungen ... auf das Werk von Alban Berg vorbereitet hatte. Die gesamte Aufführung steht unter starker Spannung und gewinnt ihre Faszination nicht zuletzt durch ihre Espressivität.

Süddeutsche Zeitung
Nr. 245, 24.10. 2001

... Im Januar 2001 hat Reck die Saison mit einer ehrgeizigen Neuproduktion von Alban Bergs Oper Lulu eröffnet ... Im Teatro Massimo hat man sich für die zweiaktige Fassung mit angehängter Orchestersuite und Pantomime entschieden. Und gerade in den rein instrumentalen Partien kann man miterleben, was Reck seinem Orchester beigebracht, zu welcher Präzision und Ausdruckskraft er die Instrumentalisten bei den oft solistischen Anforderungen animiert hat. Eine große Überraschung ist auch, dass ausgerechnet in einer Aufführung im fernen Sizilien der deutsche Text höchst sorgfältig artikuliert wird und so gut zu verstehen ist wie in Deutschland nur selten. ...

Stuttgarter Zeitung, 13. 2. 2002

Der Dirigent Stefan Anton Reck wird in Deutschland eher als Geheimtipp gehandelt. ... Reck und seine Musiker sind es vor allen anderen, die diese "Lulu"-Aufnahme zum Ereignis machen. Auch die Kenner dürfte es überraschen, wie schön Alban Bergs bis ins Detail durchkonstruierte Zwölftonmusik klingen kann - vor allem in den Verwandlungsmusiken wird es geradezu schwelgerisch. Für Einsteiger ist diese Live-Aufnahme darüber hinaus wegen ihrer außerordentlichen Textverständlichkeit sehr zu empfehlen. ...

Kurier, Wien, 7. 10. 2001

Ein Live-Mitschnitt von Alban Bergs Lulu aus dem Teatro Massimo Palermo vom vergangenen Jänner (bei Arte Nova) vermittelt die volle Bühnenatmosphäre. Gutes Orchester (Dirigent: Stefan Anton Reck), gute Besetzung (Herausragend Theo Adam als Schigolch und Ian Storey als Alwa) und gute Vorbereitung ergeben eine musikalisch hochwertige Produktion, die Handlung und Dramatik zu imaginieren vermag.

 

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new production
Teatro Massimo di Palermo
Jacques Offenbach, Hoffmanns Erzählungen
2002

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l'opera, Febbraio 2002

... Stefan Anton Reck coordinava attento e anche con impetuoso slancio la trama strumentale, densa et corposa al primo atto, d'incisiva scansione ritmica nella varietà dei disegni musicali e di misurata articolazione dinamica. ...

 

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new production
Teatro Massimo di Palermo
Alban Berg, Lulu
2001

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L'Opéra international 255,
mars 2001

Stefan Anton Reck lit la partition avec un sens aigu du lyrisme, en cherchant à ne jamais jouer la carte du mélodrame. A la tête d'un orchestre d'une rare précision, il démontre les liens qui unissent Lulu à Pelléas et Mélisande, en tissant autour des chanteurs une sorte de toile d'araignée sonore, dans laquelle ils se laissent tous prendre.

Die Opernwelt, März 2001

Stefan Anton Reck, der junge Orchesterchef des Teatro Massimo erreicht zusammen mit einer internationalen Sängerriege und seinem Orchester ein Niveau der Feinzeichnung, wie man es an den großen mitteleuropäischen Häusern nicht besser finden könnte.

l'opera, Febbraio 2001

La sua direzione ha rivelato splendide sfumature specialmente nell' »Interludio Cinematografico » e nello straziante canto finale della Contessa, sulle Variazioni e sull'Adagio della Lulu Suite. Il giovane direttore tedesco ha anche evidenziato la strumentazione alla francese e il filone romantico degli espressionisti.

 

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new production
Teatro Giuseppe Verdi di Trieste
Richard Wagner, Siegfried
2000

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L'Opéra international 244,
mars 2000

Comme dans Die Walküre, le jeune Allemand Stefan Anton Reck s'affirme un atout de poids, obtenant une exécution équilibrée et remarquablement structurée de la partition ... De toute évidence, nous tenons en ce disciple de Claudio Abbado, l'un des authentiques espoirs de notre époque pour le répertoire germanique.

La Repubblica
27. 1. 2000

E siamo già al Sigfrido, dopo un'entusiasmante Valchiria, presa in mano, con energia e sapienza dal giovane direttore tedesco Stefan Anton Reck, che ora rivediamo e riascoltiamo sul podio di questo Sigfrido. Reck ha un grande senso del respiro sinfonico di tutto l'Anello, e in particolare del Sigfrido, la tessitura contrappuntistica della scrittura wagneriana risalta con estrema chiarezza.

 

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new production
Teatro Giuseppe Verdi di Trieste
Richard Wagner, Die Walküre
1998

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l'opera, Gennaio 1999

I risultati sono stati sorprendenti: da anni non sentivamo l'orchestra triestina così ben preparata e partecipe. Coinvolta dal gesto chiaro del direttore è stata in grado di produrre quel tappeto sonoro ora morbido e soffice, ora vivido e vibrante, che un'opera di Wagner esige.

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